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Piazza Francesco “Tabarre” Ceppatelli

Intitolazione toponomastica – Volterra, 21 febbraio 2026

Sabato 21 febbraio 2026 la città di Volterra ha inaugurato ufficialmente la piazza Francesco “Tabarre” Ceppatelli, fantino storicamente legato alla tradizione del Palio e figura di rilievo nell’immaginario collettivo. L’evento ha trasformato una memoria condivisa in riconoscimento pubblico, inscrivendo stabilmente il nome di Tabarre nella toponomastica urbana.


Descrizione della cerimonia

La cerimonia ufficiale si è svolta alla presenza di rappresentanti dell’Amministrazione Comunale di Volterra, della cittadinanza e di numerose realtà associative. Tra i partecipanti:

  • esponenti dell’Amministrazione Comunale;
  • una delegazione degli Sbandieratori di Volterra;
  • delegazioni di alcune Contrade del Palio di Siena, intervenute per rendere omaggio alla figura di Tabarre;
  • rappresentanti istituzionali e del mondo paliesco;
  • cittadini, familiari e discendenti.

Alla cerimonia ha preso parte anche il fantino Salvatore Ladu, noto nel mondo del Palio con il soprannome di Cianchino, la cui presenza ha idealmente collegato la tradizione storica di Tabarre al Palio contemporaneo.

L’evento ha previsto gli interventi delle autorità civiche, la presentazione del progetto e la scopertura della targa commemorativa dedicata alla memoria di Tabarre.

Al termine della cerimonia è stato offerto un piccolo rinfresco ai presenti, momento conviviale che ha consentito alla comunità di condividere informalmente l’evento e di brindare all’intitolazione della piazza.


Immagini della giornata del 21 febbraio 2026

Piazza Francesco “Tabarre” Ceppatelli

Contesto storico

Francesco Ceppatelli, detto “Tabarre”, è stato un fantino attivo nel Palio di Siena in una fase storica caratterizzata da forte competitività tra le Contrade e da una crescente centralità della figura del fantino nella cultura popolare. La sua figura è documentata nelle cronache paliesche e nella memorialistica specialistica.

Nel tempo il suo nome è rimasto vivo nella tradizione orale e nella cultura identitaria del territorio. Con l’intitolazione della piazza, questo patrimonio immateriale è stato formalizzato in uno spazio pubblico permanente.


Genesi del progetto

L’iniziativa nasce dal connubio tra un percorso di ricerca storica pluridecennale e una proposta concreta di valorizzazione civica.

Le ricerche di Moreno Ceppatelli, avviate sin dal 1983, hanno permesso la ricostruzione documentata della figura del proprio avo Francesco “Tabarre” Ceppatelli attraverso fonti storiche, cronache paliesche e testimonianze.

Parallelamente, l’idea di Roberto Ceppatelli, anch’egli discendente del fantino volterrano, ha individuato la possibilità concreta di procedere all’intitolazione attraverso la proposta e l’individuazione di uno spazio urbano idoneo.

Il progetto ha quindi trovato sviluppo nell’ambito delle attività istituzionali di HUMA-ETS, che ne ha curato l’inquadramento formale e il percorso di valorizzazione pubblica, in coerenza con le proprie finalità statutarie.


Finalità dell’intervento

L’iniziativa si inserisce nelle finalità istituzionali di HUMA-ETS:

  • tutela e valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale;
  • promozione della memoria storica e sociale;
  • rafforzamento dell’identità territoriale attraverso azioni pubbliche;
  • dialogo tra cittadinanza e istituzioni.

Responsabile del progetto

Responsabile principale del progetto per HUMA-ETS: Moreno Ceppatelli.

L’iniziativa rappresenta l’esito di un lavoro di ricerca storica avviato oltre quarant’anni fa, oggi tradotto in riconoscimento pubblico attraverso l’intitolazione toponomastica.


Rassegna stampa


Memoria e identità

Dedicare una piazza a Francesco “Tabarre” Ceppatelli significa riconoscere che le figure popolari fanno parte del patrimonio civico. La memoria, quando entra nello spazio urbano, diventa elemento permanente dell’identità collettiva e segno di continuità tra passato e futuro.