Il progetto Manicomiodivolterra.it
Il progetto Manicomiodivolterra.it è un progetto editoriale, culturale e di ricerca nato per documentare, organizzare e rendere accessibile la storia dell’ex Ospedale Psichiatrico di Volterra: un luogo complesso, stratificato e spesso raccontato in modo superficiale. Il nostro lavoro parte da una convinzione semplice: la memoria è un bene comune. Ma perché sia davvero utile alla comunità – e non un repertorio di suggestioni o stereotipi – ha bisogno di metodo, fonti, rispetto e responsabilità.
Manicomiodivolterra.it è oggi il punto di riferimento pubblico di un’attività più ampia: ricerca, raccolta di materiali, archiviazione digitale, divulgazione, percorsi educativi, collaborazione con scuole e istituzioni, supporto a famiglie e studenti, visite guidate e produzione di contenuti per media e trasmissioni quando l’obiettivo è una narrazione storica e non di fantasia.
Perché è nato il progetto
Il progetto Manicomiodivolterra.it nasce nel dicembre 2019. All’inizio non aveva grandi pretese: era mosso soprattutto dalla curiosità e dal desiderio di capire un luogo profondamente legato alla storia di Volterra. Con il tempo, però, incontri, richieste, scoperte e vicende concrete ci hanno fatto comprendere che non si trattava soltanto di un interesse culturale.
La quantità di materiali emersi, la complessità delle storie e il peso umano che portano con sé hanno trasformato progressivamente l’iniziativa in qualcosa di diverso: un impegno etico. Non più soltanto una passione, ma un dovere di restituzione verso le persone che hanno vissuto quel luogo, verso le famiglie, verso la comunità e verso chi oggi cerca di capire senza cadere nella superficialità.
Chi porta avanti il progetto
Il progetto è portato avanti da un nucleo centrale che ne cura indirizzo, ricerca e divulgazione. Le principali figure di riferimento sono:
- Alice Ceppatelli – Presidente di HUMA-ETS;
- Alessandro Massi – Vicepresidente di HUMA-ETS;
- Andrea Ribechini – Socio fondatore di HUMA-ETS.
Attorno a questo nucleo gravitano anche gli altri soci di HUMA-ETS, che partecipano al progetto in maniera più laterale ma comunque significativa, in base alle competenze e alle disponibilità. Manicomiodivolterra.it non è mai stato pensato come un’iniziativa individuale: è un lavoro collettivo che cresce grazie a relazioni, confronto e collaborazione.
Il sito come forma di comunicazione scelta consapevolmente
manicomiodivolterra.it non è “solo” un sito: è la forma di comunicazione che abbiamo scelto per un motivo preciso, cioè divulgare il più possibile. Un sito web è accessibile a tutti, è consultabile in qualsiasi momento, non richiede abbonamenti ed è gratuito: permette di raggiungere cittadini, studiosi, studenti, famiglie e chiunque voglia comprendere davvero la storia del manicomio di Volterra.
Per questo manteniamo una pubblicazione costante: almeno 2–3 articoli a settimana, costruiti con attenzione alle fonti, al linguaggio e al contesto. I nuovi contenuti vengono comunicati attraverso una newsletter e attraverso strumenti social utilizzati esclusivamente per ampliare la diffusione e raggiungere più persone possibili.
In breve: il sito è il nostro “archivio pubblico” e il luogo dove la divulgazione rimane ordinata, verificabile e consultabile nel tempo.
Che cosa facciamo
Il progetto si muove su più piani, tra ricerca, documentazione, archiviazione digitale, educazione, tutela e restituzione pubblica. In concreto:
- Ricerca e documentazione storica basate su fonti verificabili e contestualizzate;
- Digitalizzazione e preservazione di materiali (pubblicazioni, ritagli, riferimenti, testimonianze) per salvarli dalla dispersione;
- Divulgazione responsabile per ridurre stigma, sensazionalismo e stereotipi sui manicomi;
- Supporto a famiglie e discendenti nella ricostruzione di storie personali e familiari;
- Supporto a studenti per tesi e percorsi di studio (orientamento alle fonti e contesti);
- Collaborazioni con scuole di tutte le età per percorsi educativi e di sensibilizzazione;
- Visite guidate in collaborazione con le guide e con la rete territoriale (es. Velathri Guide);
- Articoli e rubriche con taglio storico (inclusi contributi settimanali per La Spalletta);
- Supporto a media e trasmissioni quando l’obiettivo è una narrazione storica, non “da fiction”;
- Sensibilizzazione della popolazione e delle istituzioni sul valore del luogo come bene materiale e immateriale.
Un metodo: dalle leggende alle fonti
La storia del manicomio di Volterra è circondata da racconti, leggende e semplificazioni. Non li ignoriamo: spesso sono la porta d’ingresso dell’interesse delle persone. Ma il nostro lavoro è partire da ciò che circola e domandarci:
- questa storia è documentata?
- da dove proviene?
- in quale contesto nasce?
- cosa viene omesso o deformato?
Quando una leggenda è falsa o distorta, la ricontestualizziamo spiegando perché si è diffusa e quali elementi reali possono averla generata. Quando invece un racconto è vero, lavoriamo per ricostruirlo con precisione e rispetto. La curiosità è un punto di partenza: il metodo è ciò che la rende conoscenza.
Un archivio digitale per preservare la memoria
Un progetto di memoria ha bisogno di un archivio. Per questo stiamo costruendo e mantenendo un archivio interno digitale, organizzato e conservato in cloud, con finalità di preservazione e continuità nel tempo.
All’interno confluiscono, in forma ordinata:
- pubblicazioni, libri e contributi utili alla ricostruzione storica;
- materiali da biblioteche ed emeroteche (articoli, rassegne e riferimenti stampa);
- documenti digitalizzati e materiali di studio;
- storie e racconti raccolti e verificati, quando possibile;
- contenuti editoriali prodotti dal progetto e relativi riferimenti.
La digitalizzazione non è soltanto comodità: è preservazione. È un modo per proteggere materiali fragili, rendere il lavoro consultabile e impedire che informazioni importanti vadano perse o rimangano accessibili solo a pochi.
Interviste e testimonianze: audio e video
La storia dell’ex ospedale non vive soltanto nei documenti: vive anche nelle memorie di chi ci ha lavorato e di chi ha vissuto il rapporto tra la città e l’istituzione. Per questo raccogliamo – quando possibile – interviste audio e video a testimoni diretti e indiretti, ad esempio:
- infermieri e personale sanitario;
- operai, tecnici e lavoratori;
- familiari e discendenti;
- cittadini che possono contribuire con ricordi, fotografie e documenti.
Queste testimonianze completano le fonti scritte e aiutano a ricostruire pratiche quotidiane, relazioni con la città e trasformazioni sociali che spesso non emergono nei documenti ufficiali.
Aiuto alle famiglie e ai discendenti nella ricostruzione delle storie
Riceviamo richieste da discendenti che cercano di capire cosa sia accaduto a un parente, come interpretare un documento e come orientarsi tra archivi e fonti. Quando possibile, offriamo supporto per:
- comprendere e trascrivere materiali;
- ricostruire cronologie e contesti;
- interpretare termini e prassi dell’epoca;
- valutare affidabilità e limiti delle fonti disponibili.
Dietro a ogni documento non c’è un “caso”: c’è una persona e c’è una famiglia. Il rispetto viene prima di tutto.
Supporto a studenti e percorsi di studio
Collaboriamo con studenti e ricercatori che sviluppano tesi, elaborati e progetti scolastici o universitari legati a storia sociale, salute mentale, diritti, architettura, patrimonio e memoria. Possiamo aiutare con:
- orientamento tra fonti e bibliografia;
- contesto storico e cronologie;
- segnalazione di materiali già disponibili nel progetto;
- indicazioni su buone pratiche di ricerca e divulgazione.
Visite guidate e turismo culturale sostenibile
La memoria non è solo lettura: è anche esperienza dei luoghi. Per questo il progetto sostiene e promuove una forma di turismo culturale e sostenibile, basata su comprensione storica, rispetto e partecipazione consapevole.
Le visite guidate si svolgono in collaborazione con le guide e con la rete territoriale (ad esempio Velathri Guide) con l’obiettivo di:
- offrire una narrazione storica, non sensazionalistica;
- leggere strutture e padiglioni come parte di un sistema e di un’epoca;
- ridurre stigma e semplificazioni legate ai manicomi;
- rafforzare il legame tra comunità locale e patrimonio, materiale e immateriale.
Nota importante: il progetto disincentiva con decisione l’urbex e ogni accesso illegale o pericoloso in aree non autorizzate. La fruizione culturale deve essere responsabile e rispettosa del luogo.
Divulgazione: articoli, newsletter, social e comunità
Una parte fondamentale del progetto è la divulgazione: rendere comprensibile ciò che è complesso senza ridurlo a stereotipo. Oltre agli articoli pubblicati sul sito, produciamo contenuti con taglio storico anche per realtà del territorio, come gli articoli settimanali per “La Spalletta”, pensati in particolare per i lettori volterrani.
La pubblicazione sul sito viene affiancata da una newsletter e da strumenti social per diffondere il più possibile i contenuti. Il nostro obiettivo è costruire nel tempo una consapevolezza collettiva e un rapporto più maturo con la memoria dell’ex ospedale.
Media, TV e trasmissioni: una narrazione storica, non di fantasia
Quando richiesto, forniamo supporto e contenuti a TV, produzioni e trasmissioni che intendono trattare il tema dell’ex ospedale. Lo facciamo con una condizione chiara: favorire una narrazione storica, basata su fonti e contesti, evitando derive “da horror” o ricostruzioni fantasiose.
- contrastiamo la narrazione “hollywoodiana” dei manicomi;
- riduciamo l’effetto “parco a tema” e il sensazionalismo;
- promuoviamo un racconto rispettoso delle persone e del luogo.
Contro l’urbex: tutela, legalità e rispetto del significato del luogo
L’ex Ospedale Psichiatrico di Volterra è spesso associato all’urbex. Il progetto lavora in direzione opposta: disincentivare l’accesso illegale e promuovere una fruizione culturale consapevole.
Per noi la legalità non è un dettaglio: è parte del rispetto del luogo. Significa:
- non banalizzare la pericolosità di strutture abbandonate;
- non trasformare la memoria in consumo di adrenalina;
- non contribuire alla diffusione di indicazioni per accessi impropri;
- riconoscere che il luogo ha un valore umano e storico da tutelare.
Sensibilizzazione: stigma, linguaggio e consapevolezza
Parlare di manicomi significa toccare temi delicati: fragilità, diritti, esclusione, cura, controllo sociale. Per questo lavoriamo per:
- ridurre lo stigma legato alla salute mentale e ai luoghi dell’internamento;
- contrastare superficialità e stereotipi;
- promuovere un linguaggio più consapevole e rispettoso;
- stimolare una riflessione critica su memoria, diritti e comunità.
Scuole e nuove generazioni
Coinvolgere nuove generazioni è fondamentale: un progetto di memoria ha senso solo se costruisce continuità. Per questo collaboriamo con scuole di tutte le età e promuoviamo attività educative e percorsi di approfondimento per:
- trasmettere strumenti critici e storici;
- avvicinare studenti a fonti, archivi e metodo;
- favorire un rapporto consapevole con la storia locale;
- rafforzare il legame tra territorio e patrimonio.
Sensibilizzazione delle istituzioni
Il progetto lavora anche sul piano del dialogo istituzionale: riconoscere l’importanza della memoria dell’ex ospedale significa promuovere pratiche di tutela e valorizzazione coerenti con il suo significato. L’obiettivo è contribuire a far comprendere il valore del luogo come bene culturale, materiale e immateriale.
La punta dell’iceberg: rispetto di copyright e privacy
È importante chiarire un aspetto: il sito è solo la punta dell’iceberg. La quantità di materiali raccolti e studiati è molto più ampia di quanto sia possibile pubblicare online.
Una parte consistente dei contenuti non può essere resa pubblica per motivi di copyright, privacy e tutela delle persone coinvolte. Questi limiti non sono un ostacolo, ma un valore: il progetto si fonda sul rispetto rigoroso delle normative e sull’attenzione etica verso le fonti e le storie personali.
Pubblicare tutto non è l’obiettivo. L’obiettivo è pubblicare ciò che può essere condiviso responsabilmente, senza violare diritti e senza tradire il significato del luogo.
Un bene materiale e immateriale: locale e globale
Il manicomio di Volterra non è solo un luogo fisico: è un pezzo di storia sociale e culturale che parla anche oltre il territorio. Il progetto lavora affinché questo patrimonio venga riconosciuto come:
- bene materiale (architetture, spazi, strutture e tracce);
- bene immateriale (storie, memorie, testimonianze e relazioni con la comunità);
- tema di interesse locale, ma con rilevanza nazionale e internazionale.
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